Chiesa della Madonna delle Grazie

La chiesa si trova sotto uno sperone di roccia, a qualche centinaio di metri dal paese. Delle tre cappelle meravigliosamente decorate quella centrale fu affrescata due volte, all’ inizio del ‘ 500 e nella seconda metà dello stesso secolo. In corso di restauro si è provveduto a staccare e a spostare l’ affresco più recente mettendo in luce il più antico.

Racconti suggestivi di fantasmi, oscure presenze e antiche leggende si tramandano su questo luogo perché intorno alla metà del secolo scorso, in seguito ad una frana della rupe antistante che aveva causato il crollo del tetto e della parete rivolta verso la strada, passando vicino alla chiesa, si potevano vedere riaffiorare scheletri ed ossa umane. Questo perché essa era una chiesa rurale, posta infatti fuori dall’antica porta di accesso al paese detta de’ Contadini, oggi non più esistente.

Questi edifici, lontani del centro abitato, venivano usati sovente come cimiteri o durante le epidemie di peste come lazzaretti.

All’interno, entrati dalla porta principale, si accede ad un’unica navata. L’altare, un tempo dedicato a Santa Maria Maddalena domina la parete di fondo mentre subito sulla sinistra della porta d’ingresso si trova una scala molto ripida che conduce al campanile e ad alcuni locali adibiti a deposito.

La parete sinistra della chiesa è occupata da tre profonde cappelle interamente affrescate: la prima è dedicata alla Visitazione, che è pure il soggetto della tela che un tempo era posta al centro dell’altare e che si può ammirare ancora oggi. Ai lati, entro finte nicchie, troviamo le figure di Santo Stefano e San Francesco, nella parete di destra Santa Caterina d’Alessandria e nella parete sinistra si conserva l’iscrizione con l’anno di edificazione (1590) e i nomi dei committenti della cappella.

La terza cappella, quella più vicina all’altare, è dedicata al Santissimo Crocifisso: la tela d’altare, oggi restaurata, rappresenta il Crocifisso di Lucca, interessante riproduzione dipinta del celebre Volto Santo nella chiesa di San Martino a Lucca. Ai due lati della pala d’altare troviamo le figure della Vergine Addolorata e San Giovanni Evangelista, mentre sulle pareti laterali della cappella si scorgono due finte porte dipinte che recano le scritte Porta coeli e Porta Paradisi. La prima, la porta del cielo, è quella che Dio apre per manifestarsi e diffondere i suoi benefici agli uomini, mentre la seconda è quella della Gerusalemme celeste, del Tempio ideale che rappresenta il libero accesso del popolo santo alla grazia di Dio.

Infine la cappella centrale è dedicata alla Madonna delle Grazie. Un intervento di restauro, concluso di recente, ha permesso di riportare alla luce un ciclo di affreschi votivi risalenti al 1536. Immagini che erano state coperte da un intervento decorativo successivo, databile tra la fine del XVI secolo e il primo decennio del XVII secolo. Questi ultimi, accuratamente staccati e restaurati a cura della soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Marche, sono stati rimontati su pannelli e attualmente collocati nella parete destra dell’edificio. Si tratta di un complesso decorativo di notevole interesse che riflette, sia nello schema compositivo che nello stile, una rielaborazione dell’opera del pittore fiorentino Andrea Boscoli e in particolare dei suoi affreschi di Carassai e Sant’Elpidio a Mare del 1601-1603. Questo lascia presupporre che essi potrebbero essere opera di uno stretto collaboratore del Boscoli.

Per quanto riguarda invece agli affreschi venuti alla luce nella cappella centrale essi risalgono, come si diceva, al 1536, data che troviamo incisa sul gradino del trono della Vergine. Probabilmente questa cappella costituiva il nucleo originale della chiesa su cui poi nel corso del ‘500 si sviluppò l’edificio attuale, come suggerisce la presenza di due finestre posizionate sulle pareti laterali della cappella che sono state tamponate per procedere alla decorazione dell’affresco.

Al centro troviamo una Vergine in trono col Bambino e ai lati San Rocco e San Sebastiano, santi che venivano invocati contro il flagello della peste. Sulla parete laterale sinistra vediamo un affresco con la Vergine in trono col Bambino e Sant’Antonio Abate, mentre sulla parete di destra ritroviamo ancora una volta San Rocco, a figura intera, entro una nicchia a tutto sesto. L’attribuzione di questi affreschi è incerta anche se alcuni elementi hanno fatto pensare a Vincenzo Pagani di Monterubbiano, forse in collaborazione con gli allievi della sua prolifica bottega. Ad esempio, il filatterio grigio che reca il nome dei committenti, posto lungo il margine inferiore delle figurazioni, si ritrova identico negli affreschi dipinti dal Pagani per la Chiesa di Santa Caterina a Fermo. O ancora il San Rocco sul lato destro rimanda strettamente a quello dipinto da Lorenzo Lotto a Loreto e sappiamo che nell’impianto culturale del pittore marchigiano vi era certamente l’influenza del maestro veneziano.

Informazioni

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Indirizzo Strada Provinciale 84

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